Capitolo XX – La devozione diffusa

Casaluce, pubblica processione nel 1950. Il Baldacchino d’argento risalente al 1624, trafugato il 3 Luglio 1983 nella Chiesa SS. Giovanni Battista in Savignano ad Aversa.

I monaci celestini per diversi secoli contribuirono a diffondere dovunque la devozione alla Madonna di Casaluce mediante l’entusiasmo e lo zelo dei pellegrini che da ogni parte del regno confluivano al Santuario. Con decreto del 14 novembre 1604 ottennero che il monastero divenisse sede di un Noviziato. I novizi portavano nei vari monasteri celestini copie dell’icona della Madonna di Casaluce, e questo spiega la presenza di una copia a San Benedetto in Perillis presso Sulmona alla quale fu dedicata una Chiesa.

Casaluce, pubblica processione nel 1950. Il Baldacchino d’argento risalente al 1624, trafugato il 3 Luglio 1983 nella Chiesa SS. Giovanni Battista in Savignano ad Aversa.

Nel 1661 fu fondata una Chiesa dedicata alla Vergine di Casaluce in Miseno Bacoli (NA), per volere del marchese di San Marcellino proprietario di quelle terre. Venerano la Madonna di Casaluce in Casapesenna (CE), nel Santuario di Briano (Ce), in Ciorlano (CE), in Frattamaggiore (NA), nella Chiesa del Gesù Vecchio (NA), nella Chiesa dell’Annunziata in Aversa, nel Santuario mariano di Centurelli (l’Aquila) e in tanti altri luoghi dove è stata trovata devozione e venerazione di copie dell’effige. Attualmente il monastero celestino di Aversa dedicato a San Pietro a Maiella include la parrocchia dei SS Filippo e Giacomo ospita l’icona della Madonna di Casaluce quattro mesi l’anno. Siccome il territorio di Casaluce nel periodo estivo si mostrava insalubre, poiché ricco di paludi, i monaci erano costretti a lasciare il monastero di Casaluce e chiedere ospitalità ai monaci celestini di Aversa, traslando l’icona della Madonna di Casaluce. La devozione alla Madonna di Casaluce, divenne un sentire comune tra la gente di tutto il regno di Napoli, soprattutto dell’agro aversano. In Aversa intanto infervorava ancora di più la devozione per la Madonna, tale che i cittadini vollero abbellire nel 1645 la cappella dove Ella attualmente è posta con le Idrie (nel suo unico Santuario di Casaluce). Nel 1772 la cappella venne impreziosita con affreschi, marmi ed un maestoso cancello in ferro battuto. Il 12 maggio 1772 il vescovo Borgia della diocesi di Aversa otteneva da Papa Clemente XIV un rescritto col quale la Vergine di Casaluce fu dichiarata Patrona di Aversa e della diocesi e l’anno successivo si otteneva l’ufficio e la messa sotto il titolo della Maternità della Beata Vergine.

Questo avvenimento non fu ben colto dai monaci di Casaluce che cercarono di impedire in quanto temevano un allontanamento permanente dell’effige dal loro monastero. Nel 1744 Aversa chiedeva la presenza della Madonna in città per due mesi ed il 13 settembre 1801 si procedette alla prima solenne incoronazione della Vergine a seguito del capitolo vaticano del 9 giugno 1801 (una seconda incoronazione nel primo centenario nel 1901 ed una terza nel 14 settembre 1980 perché la corona fu trafugata il 23 settembre 1979 in Aversa). La gente accorse da ogni città per godersi la spettacolare funzione. Incominciarono in questi anni folti pellegrinaggi e processioni per chiedere grazie alla Madonna di Casaluce soprattutto per ottenere pioggia nei periodi di siccità. La devozione alla Madonna di Casaluce si estese anche in Brasile, attraverso emigranti del luogo, che a fine secolo XIX raggiunsero la zona di San Paolo del Brasile dove edificarono la parrocchia di “Nuestra Segnora de Casaluce”.

*documentazione tratta da:Padre Bartolomeo Russo “il Santuario della Madonna di Casaluce e il suo Castello”
Sac. Michele Verolla parroco del Santuario della Madonna di Casaluce “La Madonna di Casaluce- storia e culto”. Casaluce, 31 marzo 2001
R. Piccolo “La Madonna di Casaluce” edizione San Paolo, Alba (CN) 2006

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