Capitolo XVIII: Alcuni avvenimenti dal 1400 al 1800

Foto del 1940- Monastero di Casaluce, mura Sud – il terzo Piano ed il Noviziato Generale dell’ordine Celestino costruito nel 1604. Tale piano oggi non è più esistente

Il 10 marzo 1403 re Ladislao fece visita alla Vergine di Casaluce, due giorni dopo ne confermò tutti i diritti e i privilegi del possesso di Casaluce ai monaci. Nell’aprile 1408 il re si impossessò di Roma per cui il papa Alessandro V lo scomunicò e chiese aiuto a Luigi II d’Angiò per il recupero della città. Luigi II ne usciva vincitore. Quest’ultimo fece in modo di molestare tutti i protetti di Ladislao e in particolar modo Casaluce che gli oppose resistenza. I monaci furono di nuovo cacciati. Quando il re Ladislao riprese il dominio di Napoli, riconfermava nel 1413 il castello ai celestini. Morto Ladislao gli succedette Giovanna II che adottò Carlo III di Durazzo che poi sconfessò a favore di Luigi II d’Angiò. In seguito la regina dopo aver adottato Alfonso I d’Aragona lo sconfessò a favore di Luigi III d’Angiò e quando nel 1422 Alfonso I d’Aragona si impossessava di Napoli la regina fu costretta a rifugiarsi ad Aversa. Fu esposta al pericolo della furia di Alfonso e ne fu incolume il 1 ottobre 1423 e per grazia ricevuta poneva voto alla Madonna nel monastero di Casaluce. Lei ritornò per esprimere di nuovo devozione e fede nel 7 settembre 1433. Nel 2 gennaio del 1444 Alfonso I d’Aragona volle far visita all’icona avendo sentito parlare dei molti prodigi elargiti e ne restò un fedele devoto.

Il 18 marzo 1452 l’imperatore Filippo III con la moglie Eleonora di Portogallo, in visita allo zio, reale di Napoli, volle venerare la Vergine e rimanere ospiti nel monastero di Casaluce. Il 16 giugno 1457 Alfonso I esentava Casaluce da ogni imposta, colletta o contribuzione per i bisogni della regia corte. Nel 1478 l’abate celestino Cipriano Gallo fece apportare numerosi lavori di abbellimento al monastero e introdusse in chiesa diversi vasi d’argento tanto da far giungere la fama del complesso monastico al di fuori dei confini del regno1 (con esattezza furono lampade di argento, di cui oggi se ne può ammirare, soltanto, l’unica rimasta nella cappella della Madonna). Il 17 ottobre 1494 Alfonso II d’Aragona venne a Casaluce per visitare il Santuario e ne confermò tutti i privilegi acquisiti con gli anni. Fu scolpito nel 1500 il coro ligneo di corredo per il presbiterio. Una lunga serie di reali si susseguiva fino alla visita nel 31 gennaio 1536 dell’imperatore Carlo V. Egli fu attratto dalla fama assunta dal Santuario di Casaluce, e quindi volle venerare la Vergine. Fu ospite dei monaci per alcuni giorni. L’imperatore Carlo V incuriosito dalla custodia con la quale fu portata da Gerusalemme l’icona, chiese il permesso all’abate di scalfirla con il suo pugnale in modo da verificare se si trattasse di nodi di canna d’India2 . Nel 1576, fu eletto abate Tommaso di Capua, che affrontò “la spesa grande, della grande fabbrica del granaro grande, e i suoi tetti,…”[3].

 Nel 1584 si portò a termine la sostituzione del pavimento della chiesa per opera dell’abate Francesco di Celano [4]. Nel 1594 fu eretto un trono ligneo che serviva per accompagnare i vari spostamenti dell’icona tra Casaluce ed Aversa e viceversa. Nel 1600 fu cambiato l’aspetto artistico del Santuario introducendo arte barocca che coprì interamente l’affrescatura fiorentina, furono edificate una serie di incannucciata che coprirono in modo alternato alcuni archi a crociera della volta, questi lavori distrussero una minima parte degli affreschi giotteschi. Sempre di questi anni fu introdotto in Chiesa un organo con parecchie canne e intarsiato su legno.

Il 14 novembre 1604 quando fu abate Ludovico di Bologna, Casaluce divenne sede di un Noviziato Generale dell’ordine celestino che coincise con la costruzione di un terzo piano del castello5. Nel 1622 l’abate celestino padre Donato Polieni da Siderno scriveva il libro “Historia del Real Castello di Casaluce…” e diventava il primo storico accreditato di Casaluce. Nel 1647 , in piena rivoluzione napoletana, Vincenzo Tuttavilla generale di Spagna, pose nel castello–monastero un presidio di soldati i quali diedero non poche noie ai monaci. Nel 1624 venne fuso un trono di argento per il trasporto dell’icona da Casaluce ad Aversa e viceversa su cui vi erano fusi di argento rappresentanti ai lati dell’icona SS. Pietro e Paolo, sopra L’Eterno Padre e sotto S. Luca in atto di dipingerla. Nel 1709 padre Andrea Costa scriveva le “Rammemorazioni historica dell’effige di Santa Maria di Casaluce”. Nel 1734 il re Carlo III di Borbone si recò due volte nel Santuario della Madonna, mentre si trovava in territorio aversano. Nel 1736, come riferisce G. Parente, furono fatti parecchi lavori che riguardarono gran parte del Monastero; la Chiesa fu completamente rifatta in stile tardo barocco,anche l’appartamento abbaziale subì cambiamenti; le pareti furono arricchite di decorazioni a tempera con motivi di prospettive architettoniche con loggiati e porticati finti, secondo un gusto artistico del tempo6 (tale da farne acquisire il notevole prestigio che ancora oggi vanta integralmente ed interamente).

1 Padre Polieni da Siderno Historia del real castello di Casaluce, Napoli 1622, Ivi, p.94
2 Padre Polieni da Siderno Historia del real castello di Casaluce, Napoli 1622, Ivi, p.106
3 Padre Polieni da Siderno Historia del real castello di Casaluce, Napoli 1622, Ivi, p.107
4 G. Parente. Op. cit., p.184
5 Padre Polieni da Siderno Historia del real castello di Casaluce, Napoli 1622, Ivi, p107
6 G. Torriero. “Il castello normanno di Casaluce”, in AA.VV. il restauro dei castelli dell’Italia meridionale. Caserta 1989, p.118.
* gli altri avvenimenti sono stati tratti da:
Sac. Michele Verolla parroco del Santuario della Madonna di Casaluce “La Madonna di Casaluce – storia e culto”. Casaluce, 31 marzo 2001
Padre Bartolomeo Russo “il Santuario della Madonna di Casaluce e il suo Castello”.
R. Piccolo “La Madonna di Casaluce” ed San Paolo, Alba (CN) 2006

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