Capitolo XIX – Donato Polieni da Siderno

Padre Donato Polieni da Siderno, Abate di Casaluce, uomo illustre, grazie al quale si è potuto ripercorrere il cammino della storia locale. Donato Polieni da Siderno, Monaco Celestino, dotato di profonda intelligenza, ha ricoperto diversi uffici nell’Ordine dei Celestini ed è stato un eccellente studioso. Questo illustre Abate Celestino, si colloca tra la fine del secolo XVI e la prima metà del secolo XVII.

Nacque a Motta Sideroni (Siderno Superiore) tra il 1570 ed il 1575 e probabilmente compì i primi studi nella vicina Gerace. Da giovane entrò nell’ordine dei Celestini nel Monastero di Bologna, dove oltre alla preghiera ed alla meditazione, approfondì i suoi studi teologici, filosofici, matematici e soprattutto quelli astrologici e storici per i quali nutriva una vera passione. Nella città di Bologna insegnò diritto canonico e lettere e nel 1598 diede alle stampe la sua prima opera dal titolo: “Tractatus de intelligenti”. Inoltre, scrisse un volume sulla Chiesa di Santo Stefano di Bologna dal titolo: “Relatione Historica overo Chronica della misteriosa Chiesa di S. Stefano di Bologna detta Gierusalemme”, pubblicato nel 1600 in lingua italiana.

Si trasferì poi a Venezia e successivamente a Chieti, dove continuò ad insegnare e ad elaborare diversi suoi scritti. Fa di lui onorevole menzione il Canonico Macry, Accademico Pontaniano, reputandolo insigne professore di Sacra Teologia, Perito in Filosofia ed Astronomia e Poligrafo in latino ed italico idioma. E’ noto, inoltre, come chiaro cultore delle muse latine, lasciandoci alcune opere che stampò in Chieti, mentre reggeva la Badia delle Civitella.

Esse sono:

«D. Donati Sidernatis Abatis Coelestini Harmonia pacis. Theate ex typog. Isidori Facii 1602 in 4»

«Harmonia Pacis citharista.

Theate apud eundem 1606 anche i 4».

«De pace componenda».

Intorno al 1609 si trasferì a Napoli, presso il Monastero di S. Pietro a Maiella e successivamente nel Regale Monastero di Casaluce, dove rimase affascinato ed incantato dalla bellezza del luogo e dalla grande devozione verso la Madonna di Casaluce. Nel Regale Monastero di Casaluce, come Abate, guidò sapientemente la Comunità Monastica che proprio in quel periodo dal 14 novembre 1604 con l’inaugurazione del Noviziato dei Celestini, diventava più consistente e più operante ed apprezzò e fece conoscere la ricchezza dell’arte, della Cultura, della Storia e della Spiritualità di cui il Castello-Monastero di Casaluce fu un luminoso punto di riferimento.

Dopo una meticolosa ricerca archivistica, nel 1622 diede alla stampe questa documentata storia di Casaluce dal titolo: «Historia del Regal Castello di Casaluce, dove si adora e si serve dai Monaci Celestini la Miracolosa Immagine di Nostra Signora dipinta dall’Evangelista S. Luca e si conservano due Idrie, nelle quali N.S. Giesù Cristo nel primo miracolo convertì l’Acqua in Vino». Grazie alla vicinanza con Napoli, l’Abate Donato da Siderno continuò gli studi astrologici e filosofici e nel 1632 scrisse un discorso filosofico e astrologico sul Vesuvio. Con lo pseudonimo di Ferdinando da Diano, teologo e matematico, pubblicò altre due opere:

– Divinarum Gratiarum quatuor splendens fulgoribus… Venezia 1626;

– De Numismatibus, scoperta ad Amburgo nel 1719.

Tratto da:

Sac. Michele Verolla parroco del Santuario della Madonna di Casaluce “La Madonna di Casaluce – storia e culto”. Casaluce, 31 marzo 2001

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