Capitolo XII: Secolo XIII , S. Ludovico di Tolosa custodì il dipinto raffigurante la Madonna con Bambino e le Idrie attribuite al miracolo di Cana di Galilea

San Ludovico di Tolosa – Niccolò di Tommaso

Dal testo del 1622 di padre Donato Polieni da Siderno viene tratto questo capitolo, oggi l`unica fonte attendibile per la collocazione storica relativa ai cimeli provenienti dalla Terra Santa.

Redigere una versione critica di questo particolare argomento, collocato tra l`ultima metà del 1200 e la prima metà del 1300, risulta particolarmente difficile vista la scarsità di una fonte documentaria. Ovviamente, il Polieni nel 1600 ebbe modo di consultare i registi del monastero celestino di cui fu abate e ne riportò le informazioni.

Carlo I d’Angiò  lasciò a suo nipote Ludovico, figlio terzogenito di Carlo II, l’icona della Madonna col Bambino e le due sacre Idrie. Il re Carlo chiese inoltre la fondazione di una chiesa da costruire in loro onore e per la pubblica venerazione visto che il culto per la Vergine bruna si diffondeva velocemente nel Regno.

Ludovico fu il primo a maturare la sua vocazione sacerdotale avvolto dall’amore filiare per la “Madonna col Bambino”.

In quel periodo, il regno fu sconvolto dal moto rivoluzionario , conosciuto come i Vespri siciliani. Esso scoppiò il 23 marzo 1282, da Palermo si diffuse in tutta la Sicilia e si concluse con la perdita dell`isola di Sicilia per il Regno angioino. In una battaglia navale nel golfo di Napoli il 5 giugno 1284 l’erede al trono Carlo II d’Angiò cadde prigioniero. Carlo II d’Angiò per ottenere la libertà, dovette dare in ostaggio tre dei suoi figli, tra cui Ludovico, e cinquanta cavalieri.

In questo periodo scese a Napoli, dopo la sua difficile elezione a papa ma voluta fortemente da Carlo d`Angiò`, Celestino V, il quale guidò la chiesa cattolica dalla stessa citta`. In questo frangente il papa ebbe modo di conoscere e venerare sia la preziosa icona bizantina che le idrie. Fu Celestino V, con tutta probabilità, a chiedere a Ludovico di erigere una chiesa in onore dell`effigie mariana e delle idrie e di porre quei cimeli sotto la custodia dei monaci dell’ordine da lui fondato. I tempi stringevano e Ludovico non potendo fondare una chiesa per la pubblica venerazione dei cimeli provenienti da Gerusalemme ne affidò il compito al suo fedele amico del Balzo.

Una volta in Aragona Ludovico, si dedicò agli studi, entrò nell’ordine francescano e diventò vescovo di Tolosa. Un anno dopo, nel 1297 morì, in concetto di santità. Il processo di canonizzazione fu avviato da Papa Bonifacio VIII che lo aveva conosciuto personalmente e si concluse col Papa Giovanni XXII che lo elevò agli onori degli altari il 7 aprile 1317.

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