Capitolo V – Secolo XII, Ruggero II d’Altavilla decise le sorti del castello di Casaluce

La funzione militare del castello ne segnò inevitabilmente anche la sua distruzione. Infatti nel 1135 Ruggiero II di Altavilla dopo la vittoria su Riccardo II conte di Aversa successore di Rainulfo Drengot, nel corso della sua impresa di riunificazione del meridione d`Italia per creare il Regno di Sicilia, avrebbe saccheggiato il territorio aversano distruggendone tutte le fortificazioni compreso quella di Casaluce demolendone le cinque torri come segno di ammonimento e di umiliazione per l’avvenuta sconfitta. Al tempo il castello di Casaluce era in possesso di Roberto II discendente di Rainulfo Drengot. Solo successivamente Ruggero II permise la ricostruzione delle mura fortificate della città di Aversa e trasformò il castello di Casaluce, che intanto perdeva  la sua funzione originaria, in residenza di caccia reale. Il castello da Ruggero II d’Altavilla passò agli Svevi nel 1184. Il castello fu dato in amministrazione al militare aversano Rahul De Casaluccia che governava il territorio riscuotendo i tributi delle terre infeudate. Al governatore Rahul succedette nel tempo Gaufridus, componente della sua famiglia. Tale famiglia  mantenne il dominio anche durante il periodo svevo, tra i quali Simon de Casaluccia, un fedele milite aversano, al quale il re Enrico IV di Svevia confermò anche i beni avuti al tempo di Guglielmo il Buono (1166-1189).

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