Capitolo II – Il territorio di Casaluce nel basso Medioevo

Figura 5 – Secolo XI, partibus militiate et longobardorum

Alla fine del secolo X, la Liburia, [1]  risultava divisa in due aree di diversa influenza politica. In effetti fu il campo di aspri combattimenti tra i Longobardi e i Bizantini e non solo ma subiva ininterrotte irruzioni da parte dei  Saraceni. La regione meridionale della Liburia apparteneva al ducato di Napoli ed era denominata a partibus militiate, mentre quella settentrionale era annessa al principato di Capua [2] e denominata a partibus longobardorum.

Al tempo dei longobardi nella regione settentrionale sorgevano piccoli villaggi nati su rovine di ville tardoimperiali, e nel secolo X già la presenza di insediamenti umani quale il territorio di Popone definivano ciò che sarebbe diventato il suolo di Casaluce. Infatti un documento riferito all’anno 900, si parla di una donazione fatta da un certo Ronaldo figlio di Leone avente per oggetto un pezzo di terra in Popone, al monastero benedettino di Montecassino. Nel 964 come è descritto dalla “Chronica Monasteri Sacti Benedicti Casinensis”, i principi capuani Pandolfo I e Landolfo III, donarono ai monaci benedettini del monastero di S. Vincenzo al Volturno[3] i loro possedimenti che comprendevano le terre degli “ Homines de Casaluci”, degli ”Homines de Apranu” e di un villaggio ”locus qui dicitur Piro”, seguendo una formula tipica di quell’epoca a “pro salvation animae” cioè per la salvezza dell’anima. Quest’atto di donazione è attualmente la scrittura più antica in cui si nomina Casaluce.

[1] A. Gallo. Aversa Normanna, Napoli 1938
[2] F. Fratelli Historia Principatum Longobardorum, “De Liburia” Napoli 1749
[3] G. Parente Origini e vicende ecclesiastiche della città di Aversa, Napoli 1857 vol. I p. 184

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